Cenni Storici dei Misteri

Tra i riti della Settimana Santa a Trapani spicca per la sua eccezionale religiosità con un misto di Pathos, folklore e misticità, la Processione dei Misteri. Sorsero all’incirca tra il XVI°e il XVIII° secolo nelle più fiorenti e prestigiose botteghe trapanesi. Scultori di enorme capacità nello scolpire, modellare e decorare.
Nel passato sorreggevano l’economia trapanese assieme all’arte della lavorazione del corallo.
I Sacri gruppi sorsero per ricordare la sofferente, straziante Passione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo. Costruiti da grandi scultori trapanesi come Giuseppe Milanti, Antonio Nolfo e i suoi tre figli Domenico, Francesco e Antonio, Mario Ciotta Baldassare Pisciotta, con la caratteristica tecnica del “Charchet” cioè in legno “tela e colla”. L’anima di ogni singolo personaggio raffigurato in ogni medesimo gruppo è di legno cioè corpo, arti superiori e inferiori teste e volti. Invece i vestiti sono realizzati in “tela e colla” con questa tecnica gli autori hanno donato le forme quasi reali di vestiario al tempo di Cristo. Durante il corso dell’evoluzione della Processione dei Misteri, i vari personaggi furono arricchiti con splenditi manufatti argentei come aureole, croci, spade, corazze, elmi, ecc… . Argentieri che anch'essi sostenevano l’economia di Trapani.
La Processione dei Misteri nacque sotto la direzione della Confraternita del Preziosissimo Sangue di Cristo che successivamente si fuse con la Confraternita di San Michele Arcangelo nella "Venerabilis Societatis Sancti Michaelis Arcangeli et Pretiosissimi Sanguinis et Misteriorum Passionis et Mortis Domini nostri Jesu Christi" incaricarono di portare in processione i gruppi statuari e averne cura dei medesimi. Anche se nei primi anni della nascita della Processione i gruppi statuari non erano tutti e venti ma che la “collezione”si ebbe completa nel XVIII° secolo. Dopo alcuni anni la Processione venne gestita soltanto dalla Confraternita di San Michele Arcangelo con molta difficoltà.
La Processione si snodava soltanto nel centro storico di Trapani non arrivava neanche a Piazza Vittorio Emanuele. Entravano nell’ingresso principale di una chiesa e ne uscivano dal portone secondario e così via di chiesa in chiesa. Ancora prima di tutto ciò, la Processione usciva dalle 23;00 del Venerdì Santo entro le ore 03;00 della notte.
Successivamente la Confraternita di San Michele Arcangelo non riuscì più a gestire la Processione e affidò ogni singolo gruppo a varie maestranze del tempo. Le categorie nel corso degli anni arrivarono al punto anche a coprire il proprio gruppo quindi a nasconderlo dalla vista delle altre categorie per poi il giorno della Processione confrontarsi a chi aveva più bello l’addobbo floreale o l’illuminazione migliore ecc… . In questi anni si ebbe la collocazione definitiva dei 20 gruppi statuari.
Nella chiesa di San Michele Arcangelo che sorgeva nei pressi dell’attuale Istituto Tecnico “Salvo Calvino”, dove erano collocati in apposite "nicche". La Chiesa di San Michele era costituita in due parti, dal portone principale si entrava nella chiesa dove erano collocati sei gruppi statuari.
Due senza nicchia quelli dell’Addolorata e di Gesù nell’Urna gli altri quattro con la nicchia. In un'altra porta si entrava nell’oratorio della chiesa dove tutto attorno c’erano collocati i restanti gruppi appunto nelle loro "nicche". 
Durante la II° Guerra Mondiale la chiesa subì un disastroso bombardamento che colpì e distrusse la parte centrale e destra della chiesa distruggendo del tutto alcuni gruppi e danneggiandoli altri.
Dopo la guerra si pensò subito al rifacimento o al restauro dei gruppi danneggiati. La parte distrutta della chiesa erano collocati i gruppi del Trasporto al Sepolcro, La Ferita al Costato o Crocifissione, La Deposizione, La Sollevazione della Croce, La Negazione, La Coronazione di Spine e la Flagellazione. La ricostruzione di questi gruppi furono affidati ad alcuni valenti artisti come: Giuseppe Cafiero, il grande artista palermitano Domenico Li Muli, il Tartaglio, Messina e Fodale e altri scultori meno noti. Rifecero con scrupolo e attenendosi ai vecchi documenti, alle tecniche e colori originali per la realizzazione dei sacri Gruppi. Passarono diversi anni prima che la collezione fosse di nuovo al completo. Nel corso degli anni ci furono ancora dei rifacimenti di alcuni gruppi a causa di rovinose cadute dei portatori o per alcuni incendi. Ma si effettuarono anche delle puliture parliamo di opere d’arte realizzate in legno,portate di anno in anno a “spasso” per la città sotto gli effetti degli agenti atmosferici e anche per il tra scorrimento del tempo e dal fumo dei ceri posti agli angoli della vara che anneriscono le statue.
Distrutta la chiesa di San Michele si ritornò ad avere una situazione tentennante per quanto riguarda la collocazione dei Sacri Gruppi. Si passò dalla chiesa di Badia Nuova alla chiesa di Santa Maria di Gesù all’Immacolatella fino alla chiesa del Collegio dei Gesuiti a San Domenico fino ad arrivare alla chiesa delle Anime Sante del Purgatorio oggi finalmente e definitiva collocazione dei gruppi. Negli ultimi anni si sono ricominciati alcuni restauri di tipo conservativo iniziando dalla Flagellazione nel 1987 a Palermo passando dal gruppo Ecce Homo anch’esso restaurato a Palermo nell’87.O al gruppo L’ascesa al Calvario nel 1995 e via via tutti gli altri nel 2004 si registra il completo restauro di tutti e 20 gruppi. Alcuni di questi restauri hanno svilito il fascino artistico di alcuni gruppi. Come abbiamo già detto la Processione dei Misteri è composta da diciotto gruppi più i due simulacri di Gesù nel Sepolcro e di Maria Addolorata. Apre la Processione il Gruppo La Separazione ceto degli Orefici l’autore del gruppo e Mario Ciotta. Segue La Lavanda dei Piedi affidato al ceto dei Pescatori costruito da Mario Ciotta e restaurato in seguito da Cafiero.
Terzo Gesù nell’Orto di Getsemani ceto degli Ortolani opera di Baldassare Pisciotta restaurata da Antonio Giuffrida e successivamente da Cafiero l’ultimo restauro effettuato nel 2003. Segue L’Arresto ceto dei Metallurgici in antichità affidato ai fabbroferrai opera di autore ignota ricostruita da Vito Lombardo l’ultimo restauro risale nel 1999, La Caduta al Cedron opera di Francesco Nolfo non ha subito nel tempo rifacimenti affidato ai Naviganti. Segue Gesù dinanzi ad Hannan curato dai Fruttivendoli opera di autore ignoto rifatto iniziando da Giuffrida passando a Domenico Li Muli nel 1943. L’ultimo restauro risale nel 1999. La Negazione ceto dei Barbieri e Parruccheri scultura scolpita dalle abili mani di Baldassare Pisciotta restaurato 2003. Segue Gesù dinanzi ad Erode ceto dei Pescivendoli opera di Baldassare Pisciotta restaurato nel 1999. 
La Flagellazione ceto dei Muratori e Scalpellini opera di autore ignoto ricostruita da Pietro Croce per una rovinosa caduta dei portatori in seguito oggetto di restauro del Cafiero, nel 1987 restaurata a Palermo dal Prof. Cristaudo e ancora una volta nel 1998 dalla Prof.ssa Elena Scalisi.
Subito dopo segue la Coronazione di Spine ceto dei Fornai e opera di Antonio Nolfo restaurato nel 2003 dalla ditta Elena Scalisi.
Ecce Homo affidato al gruppo dei Calzolai e Calzaturieri opera del grande Giuseppe Milanti, l’opera è arricchita da una splendida balconata di Pietro Parisi datato 1850. Restaurato nel 1987 dal Prof. Cristaudo di Palermo. Segue La Sentenza ceto dei Macellai non ritenuta in passato una maestranza,opera dei due fratelli Nolfo Francesco e Domenico restaurato nel 1995 da Concetto Mazzaglia. L’Ascesa al Calvario opera di autore ignoto rifatto il Cristo da A.Giuffrida restaurato nel 1995 e nel 1998 affidato al ceto del popolo intero viene anche denominato “’U Signuri cà cruci n’coddo”. Segue La Spogliazione ceto dell’Abbigliamento e Tessili opera dei fratelli Nolfo rifatta da Giuffrida e nel 1989 una pulitura effettuata da Cafiero. La Sollevazione della Croce opera di autore ignoto ricostruita una prima volta da Domenico Li Muli non tanta apprezzata dai trapanesi e dai consoli d'appartenenza di quel tempo. Rifatta per la seconda volta questa volta con i requisiti adatta a tutti gli altri gruppi affidato ai Falegnami Corradori Carpentieri Navali e Mobilieri. 
Segue La Ferita al Costato o La Crocifissione Opere di Domenico Nolfo rifatta da Giuseppe Cafiero l’ultimo restauro risale nel 2004,affidato al ceto dei Pittori, Decoratori e Funai. Segue La Deposizione ceto dei Sarti e Tappezzieri opera di Antonio Nolfo ricostruito dopo la II° Guerra da Fodale e Messina ultimo gruppo andato al restauro in questi ultimi anni. Il Trasporto al Sepolcro ceto dei Salinai opera del Tartaglio e ricostruita da Giuseppe Cafiero l’ultimo restauro 2001. 
Segue L’Urna o Gesù nel Sepolcro affidato al ceto dei Pastai opera di autore ignoto forse il Cristo e opera di Antonio Nolfo. Chiude la Processione dei Misteri L’Addolorata affidata ai Camerieri, Dolcieri, Taxisti,Albergatori ed è seguita dall’intero popolo. Eccezionale opera di Giuseppe Milanti e restaurata nel 2001. 
Nel periodo di Quaresima si effettuano le “Scinnute” in Italiano scese consistono nei Venerdì del tempo di Quaresima alcuni gruppi vengono spostati dalle navate della chiesa a centro della chiesa stessa celebrando una Santa Messa presieduta dal Vescovo di Trapani. Fuori dalla chiesa prima e dopo della messa si esibisce una banda musicale che intona varie marce funebri della Processione dei Misteri. Durante la Settimana Santa si effettuano prima della Processione dei Misteri vari riti.
Tra cui l’uscita dalla chiesa delle Anime Sante del Purgatorio il Simulacro della Madre Pietà dei Massari, un quadro raffigurante Maria S.S., collocato in una baroccheggiante cornice e affisso su una vara, cioè la base dove i "massari" i portatori portano in spalla il simulacro attraverso delle aste di legno fissate anch'esse sotto la vara. Esce il Martedì della Settimana Santa. Il Mercoledì esce un altro simulacro ed esattamente quello della Madre Pietà del Popolo affidato al ceto dei Fruttivendoli e del popolo.
Il Giovedì Santo ricorre nelle varie chiese di Trapani una funzione religiosa dove ricorre la lavanda dei piedi e si fanno i cosiddetti “sepolcri”cioè degli oggetti sistemati in modo da ricordare l’ultima cena di Gesù Cristo con i Discepoli. In questo stesso giorno in serata tutti i consoli,i "massari" si ritrovano dopo un anno tutti insieme nella chiesa del Purgatorio dove in corso i preparativi per la Processione del giorno dopo. Si arricchiscono i gruppi con vari argentei,addobbi floreali variopinti.
Maestosi ceri che si collocano ai quattro lati delle "vare" e delicatissimi e canditi lenzuoli fazzoletti drappi ecc… .
L’ultima cosa che viene compiuta dai consoli è la collocazione della “manta” consiste in un drappo nero che raffigura il rispettivo ceto sistemato sotto la vara. Adesso è tutto pronto per l’uscita della Sacra Processione dei Misteri.


​© Testo di Liborio Del Giudice. 
Le Foto sono scatti amatoriali effettuati personalmente.